Appuntamento al CEINGE con l’unica tappa del Sud Italia del BioInItaly Roadshow

Il 6 febbraio 2019 il CEINGE di Napoli ospiterà il BioInItaly National Roadshow, unica tappa a Napoli e al Sud Italia dell’evento dedicato ai ricercatori, alle imprese ed agli aspiranti imprenditori biotech.

I ricercatori che lavorano nel campo delle biotecnologie e delle nanobiotecnologie (quest’anno riguardanti Circular Bioeconomy e Life Science) hanno l’opportunità di presentare e sottoporre alla valutazione di una commissione di esperti la propria startup o il proprio piano imprenditoriale. Si tratta di un primo passo verso esperienze e occasioni internazionali: le proposte più interessanti, infatti, saranno selezionate per l’edizione 2019 del BioInItaly Investment Forum & Intesa San Paolo Start-up Initiative, la manifestazione che fa incontrare le idee italiane più innovative, con investitori provenienti da tutto il mondo.

Che cos’è il BioInItaly

Nato nel 2008 e promosso da Assobiotec, il BioInItaly Investment Forum permette alle imprese innovative operanti nel settore delle biotecnologie e ai progetti di impresa alla ricerca di nuovi fondi, di incontrare investitori internazionali. Dal 2010 è affiancato all’Intesa Sanpaolo Start-up Initiative e dal 2015 viene preceduto da un roadshow nazionale, finalizzato alla raccolta e alla selezione delle proposte più interessanti.

Una volta superata la selezione dei National Roadshow, i progetti saranno ammessi direttamente al Boot-Camp, la due giorni di formazione, propedeutica agli incontri veri e propri con gli investitori, che si terranno in Italia, a Milano, presso Cariplo Factory, il prossimo 16 e 17 aprile, con una prima giornata dedicata alla Circular Bioeconomy e la seconda alle Biotecnologie applicate alla Salute.

La giornata napoletana, organizzata dal CEINGE di Napoli, in collaborazione con l’incubatore certificato Campania NewSteel, si terrà nella sede del Centro di Biotecnologie avanzate di via Gaetano Salvatore a partire dalle 10.00 e sarà strutturata in tre momenti: una tavola rotonda, alla quale seguiranno le presentazioni delle proposte innovative e la proclamazione dei vincitori della competition.

Il BioInItaly National Roadshow a Napoli – la tavola rotonda – ore 10.00

Darà il benvenuto il presidente del CEINGE, prof. Pietro Forestieri. Interverranno l’assessore alle Startup, Innovazione, Internazionalizzazione della Regione Campania, Valeria Fascione, e il prof. Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, mentre il prof. Lucio Pastore (responsabile start-up e spin-off del CEINGE), darà il via ai lavori. Ci saranno, inoltre, Mario Bonaccorso, Responsabile Bioeconomia di Assobiotece Federica Tortora, Intesa San Paolo, che illustreranno i risultati di undici edizioni. Dal 2008 ad oggi l’Investment Forum ha fatto registrate un trend in continua crescita per numero di partecipanti, di investitori e company, con oltre 500 progetti screenati, più di 140 startup finaliste e circa 19 imprese di successo.

Best practice e la rete di supporto locale

Vincenzo Lipardi, Vicepresidente di Campania NewSteel ed Eleonora Leggiero, giovane ricercatrice del CEINGE, apriranno la sezione best practice. In particolare, la dott.ssa Leggiero vincitrice con VIROCOL della scorsa edizione, racconterà il suo anno di esperienze con il virus che cura il colesterolo, tra incontri con investitori internazionali e esperimenti in laboratorio, fino alla pubblicazione dei risultati su Gene Therapy e al brevetto.

Presentazioni di idee imprenditoriali innovative – ore 11.30

Software e attrezzature di ultima generazione per combattere le infezioni acquisite in ospedale (HAI), ma anche tecnologia 3D e materiale biocompatibile al servizio di delicatissimi interventi chirurgici. Sono solo alcune delle idee innovative che saranno presentate nel corso del Roadshow napoletano. Saranno illustrati, inoltre, i risultati di una ricerca che mira a sconfiggere le infezioni causate da batteri multi-farmaco-resistenti. E ancora: un progetto di recupero e riconversione dei reflui prodotti dalle industrie caseariee un sistema di monitoraggio ambientale delle aree di lavoro ad alta tecnologia. La commissione esaminatrice sarà presieduta da Mario Mustilli, presidente di Sviluppo Campania.


Le candidate startup del Mezzogiorno

HYDROBLINK – Olimpia Tammaro

HydroBlink è un’idea imprenditoriale nata per sviluppare prodotti oftalmici avanzati per la chirurgia refrattiva. La chirurgia refrattiva mira a correggere i difetti visivi (ad esempio miopia, ipermetropia, astigmatismo) rimodellando la cornea del paziente. Tali interventi sono sicuri ed efficaci, ma il corso post-operatorio è complesso e richiede l’uso di lenti a contatto, bende e una terapia di lunga durata che utilizza diversi tipi di collirio. HydroBlink offre un prodotto oftalmico da somministrare dopo un intervento chirurgico in grado di alleviare il dolore e facilitare il recupero della vista, migliorando così la qualità della vita dei pazienti.

ECOVALUE – Massimo Mendia

L’obiettivo è contrastare le infezioni acquisite in ospedale (HAI) integrando: 1) dispositivi per il monitoraggio e il controllo del lavaggio delle mani di medici/infermieri, 2) azioni di psicologia sociale per favorire i comportamenti desiderati e 3) attrezzature specifiche e trattamenti superficiali per ridurre il carico biologico sulle apparecchiature sanitarie. Il progetto mira a sviluppare i dispositivi, le attrezzature, il software e le procedure applicative per una soluzione integrata al problema.

H-Opera – Emilio Cataldo

Solo in Italia vengono eseguiti oltre 60 mila complicati interventi chirurgici all’anno di artrodesi del peduncolo, che prevedono l’inserimento di viti in titanio in sottili sezioni vertebrali. Attualmente questa procedura, basata soprattutto sull’abilità del chirurgo, può produrre errori di posizionamento con, a volte, conseguenze fatali. Al fine di evitare tali errori, partendo da scansioni CT o MRI, ricostruiamo la sezione vertebrale in 3D e disegniamo un modello di perforazione vertebrale che segue le traiettorie ideali delle viti, fisicamente creato con tecniche di produzione additiva (stampa 3D) in materiale bio compatibile.

ElicaDEA – Daniela Terracciano

Nei paesi industrializzati il cancro alla prostata è il tumore più comune. Obiettivo della proposta è di avere un impatto significativo sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita dei pazienti oncologici, fornendo loro la migliore assistenza attraverso la pratica clinica integrata, la medicina di laboratorio e la ricerca. Lo scopo del progetto è sviluppare un biochip che valuti i livelli circolanti di almeno 10 molecole che, in base alla letteratura presente e ai dati ottenuti dal mio team, siano significativamente associati all’aggressività del cancro alla prostata e sulla base di tali dati fornire ai pazienti la miglior assistenza possibile. 

Ultradefensins – Ersilia Nigro

Il numero crescente di infezioni causate da batteri multi-farmaco-resistenti è attualmente una delle maggiori minacce per la salute umana. La situazione che emerge è critica e la possibilità di trattare in modo efficace e tempestivo le infezioni è drasticamente ridotta, con incremento di esiti fatali per i pazienti (attualmente si stima che ci siano oltre 33 mila decessi annuali legati a questo problema). L’obiettivo generale della proposta è lo sviluppo di nuovi farmaci antibatterici naturali che superino la resistenza agli antibiotici. Abbiamo già un numero di Ultradefensins (brevetto europeo 2990415) la cui attività antibatterica è risultata molto forte in pre-clinica con mancanza di tossicità delle cellule epiteliali. 

Carpitech – Maria Elena Gragnaniello

Il percorso sottende un diverso approccio alla logistica sanitaria che da servizio si sta trasformando in tecnologia collaborativa e di controllo in realtime delle filiere extra laboratorio, il livello di ricerca ci permette di sfruttare l’energia sostenibile tale che il percorso di produzione passa ad un’immagine di sicurezza: il materiale biologico, gli emoderivati, i farmaci biologici potranno essere trasportati con ogni mezzo ecologico  dalla Bicicletta elettrica al Drone in modo “connesso” perché l’impalcatura del sistema poggia su pilastri di IoT,Cloud e tecnologia mobile. L’obiettivo di Carpitech è coniugare l’esigenza tecnico-scientifica con una scelta SMART application.

Phanos – Valentino De Rosa

Il Progetto “5321” si pone come obiettivo il recupero e la valorizzazione completa dei reflui prodotti dalle industrie casearie. Per raggiungere tale scopo è necessaria la realizzazione di un impianto sul territorio della Provincia di Salerno, in un’area ottimale che è stata già individuata. L’impianto è stato concepito sfruttando e mettendo insieme tecnologie di recupero pre-esistenti e che prevedono il recupero parziale e totale dei reflui oggetto di interesse. La particolarità sta nel combinare questi processi ed ottenere il massimo rendimento sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico.

MaTOX – Viviana Izzo

Il nostro obiettivo è preservare la sicurezza degli operatori sanitari rilevando potenziali inquinanti sulle superfici di lavoro. Durante le quotidiane attività, i lavoratori possono essere esposti, per errore e/o cronicamente, a materiali tossici residui che si depositano sulle superfici di lavoro. Ad oggi, il metodo di campionamento con salviettine è il gold standard per rilevare i contaminanti di superficie. L’introduzione della cromatografia liquida (LC) combinata con la spettrometria di massa (LC-MS) ha aumentato la sensibilità e la specificità nell’analisi delle molecole. Per migliorare le metodologie attualmente utilizzate per il monitoraggio ambientale delle aree di lavoro, abbiamo sviluppato un kit per il recupero ottimizzato di vari prodotti chimici dalle superfici.

3D-Connect – Francesco Urciuolo

La proposta riguarda la fabbricazione di tessuti umani viventi avanzati/organi per lasostituzione dei tessuti umani e test in vitro. Abbiamo sviluppato una strategia innovativadi fabbricazione del tessuto umano che consente la genesi dei tessuti naturali in vitro:siamo in grado di indurre le cellule umane a costruire il loro ambiente 3D nativo. Ciòaumenterà l’efficacia degli impianti di tessuti umani e aumenterà il livello di prevedibilitàdei test in vitro.

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